Misurare la parità di genere non significa contare quante donne ci sono.
A quattro anni dalla pubblicazione della UNI/PdR 125:2022, la certificazione della parità di genere è ormai entrata nelle strategie HR e ESG di molte organizzazioni.
Il vero salto culturale è stato trasformare la parità di genere in un sistema misurabile, attraverso KPI quantitativi e qualitativi.
Ma cosa ci raccontano davvero i numeri?
🔎 Dal dato alla lettura del fenomeno
Non basta sapere quante donne lavorano in azienda.
Occorre capire:
➡️ quante arrivano
➡️ quante vengono promosse
➡️ quante accedono alla formazione
➡️ quante ricoprono ruoli di responsabilità
➡️ quante sono nella prima linea di riporto al vertice
➡️ quante hanno deleghe e responsabilità economiche
➡️ come cambia la presenza femminile nei diversi livelli professionali
➡️ quale differenziale retributivo esiste
➡️ chi accede alla componente variabile
➡️ come maternità e congedi incidono sui percorsi di carriera.
La vera domanda diventa quindi: dove si interrompe il percorso verso la parità?
🏭 Il fattore ATECO
Un KPI non può essere letto isolatamente dal contesto.
Settore, professionalità, struttura organizzativa e modello retributivo influenzano profondamente la composizione di genere e i differenziali salariali.
È per questo che il benchmark dell’Industry di appartenenza assume un ruolo importante nella lettura dei risultati.
Il dato aggregato può infatti nascondere fenomeni molto diversi.
⚠️ Due criticità ricorrenti
1️⃣ Segregazione orizzontale
Molte donne sono concentrate in HR, amministrazione, marketing, customer care e funzioni di supporto, mentre engineering, produzione, manutenzione, IT e operation rimangono prevalentemente maschili.
👉 Risultato: un’azienda può avere molte donne e, allo stesso tempo, una forte segregazione di genere.
2️⃣ Segregazione verticale
La presenza femminile tende a ridursi salendo nella gerarchia.
E qui diventano decisivi KPI come:
📌 donne responsabili di unità organizzative
📌 donne nella prima linea di riporto al vertice
📌 donne con deleghe di budget
📌 promozioni e percorsi di sviluppo.
La domanda non è più:
“Quante donne abbiamo?”
ma:
“Quante donne hanno accesso alle posizioni nelle quali si prendono le decisioni?”
💰 Il nodo retributivo
Il Gender Pay Gap è forse il tema destinato ad assumere maggiore rilevanza nei prossimi anni.
E attenzione: un gap aggregato non spiega necessariamente l’origine del fenomeno.
Il differenziale può essere influenzato dalla distribuzione di uomini e donne per:
• livello e inquadramento
• funzione
• seniority
• responsabilità
• componenti variabili
• premi e MBO
• percorsi di carriera.
Per questo misurare il Gender Pay Gap non basta: bisogna capire dove nasce e se è spiegabile attraverso criteri oggettivi.
🔐 Dalla Gender Equality alla Pay Transparency
Qui si apre il prossimo capitolo.
La Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva porta il focus sulla trasparenza dei criteri che determinano retribuzioni e progressioni economiche e introduce nuovi indicatori di reporting.
Gender Pay Gap, gap mediano, componenti variabili, distribuzione nei quartili retributivi e differenziali per categoria diventeranno sempre più parte integrante della governance HR.
La domanda che ogni organizzazione dovrebbe già porsi è:
📌 Sappiamo spiegare perché esiste il nostro Gender Pay Gap?
🔗 UNI/PdR 125 + Pay Transparency
I due percorsi sono destinati a convergere:
UNI/PdR 125
→ misurare
→ identificare i gap
→ definire azioni correttive
→ monitorare il miglioramento
Pay Transparency
→ rendere trasparenti criteri e fasce
→ analizzare il valore del lavoro
→ individuare gap non giustificati
→ intervenire sulla struttura retributiva.
🎯 La prossima frontiera
La domanda non sarà più soltanto:
“Siamo certificati UNI/PdR 125?”
Ma:
“Come ci posizioniamo rispetto al nostro settore e quali gap siamo realmente in grado di spiegare?”
Per rispondere servono cruscotti HR capaci di incrociare:
ATECO + genere + ruolo + livello + funzione + seniority + contratto + orario + fisso + variabile + carriera.
Perché la parità di genere non è più soltanto una policy.
È 📊 dato + benchmark + KPI + accountability + trasparenza.
E la domanda che ogni Direzione HR dovrebbe porsi oggi è semplice:
“Se domani dovessimo spiegare pubblicamente il nostro sistema retributivo, saremmo in grado di farlo con dati oggettivi, criteri chiari e numeri verificabili?”
Se la risposta è sì, siete probabilmente pronti per il prossimo passo.
Se la risposta è no, il momento di iniziare a misurare è adesso.
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Raffaella Sella
Professionista CSR – D&I e Sostenibilità











