Il rapporto del Risk Manager con le PMI

Un’area potenzialmente – e oggi anche sempre più concretamente – interessata al ruolo del consulente Risk Manager, è quella delle piccole e medie imprese, che si stanno avvicinando – forzatamente, o per precisa volontà – alle complessità della gestione del rischio: la stratificazione di norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, i processi di certificazione, i vincoli per l’accesso al credito, la continuità lavorativa e del business sono istanze che si muovono sempre più in maniera connessa alla gestione del rischio, a cui tendenzialmente l’imprenditore più avveduto ha trovato risposta nelle coperture assicurative.

Anche questo è un fronte chiave nella richiesta di consulenza, ovvero la necessità di verificare la congruenza tra le coperture attive, razionalizzarne la scelta, tagliarne i costi.

Nelle medie aziende il Risk Manager sarà una figura sempre più necessaria, in quanto sarà sempre più necessario gestire il rischio in modo attivo, così come previsto dalla versione in uscita nel 2015 della norma ISO 9001, che richiede che vengano attuate attività di gestione del rischio in linea con quanto previsto nella ISO 31000. A questo si aggiungono le conseguenze di Basilea 2, dove sono previste specifiche verifiche sulle attività di gestione dei rischi nella erogazione dei prestiti.

Le PMI quindi come settore che può trarre concreti e immediati vantaggi dalla consulenza professionale: Il motivo primo della chiamata da parte di un’azienda priva di una gestione strutturata del rischio è in genere la necessità di “mettere ordine” nella gestione assicurativa, una necessità dettata dalla carenza di conoscenza specifica: viene chiesto un supporto all’analisi comparativa delle offerte in base al proprio profilo di rischio, oppure una valutazione finalizzata al contenimento dei costi, compete poi al Risk Manager aiutare il cliente ad ampliare la sua prospettiva alle cause del rischio da coprire, attraverso mezzi, strumenti e risorse interne o esterne all’azienda.

Un altro mercato molto sensibile al problema della gestione del rischio è quello delle finanziarie che decidono di investire nelle attività e che richiedono determinati accertamenti.

Nell’ambito delle PMI il Risk Manager consulente può portare un contributo fondamentale nell’analisi e individuazione dei modelli organizzativi maggiormente idonei che possono essere implementati, in tema di Risk Management, in relazione alla specifica struttura organizzativa e dimensione dell’azienda.

Deve inoltre essere in grado di interpretare i reali bisogni dell’impresa e di integrarsi con il management e le strutture operative aziendali, apportando le giuste competenze per poter avviare e sviluppare un piano di Risk Management coerente.

Un momento fondamentale nella vita aziendale è il passaggio generazionale e culturale riscontrato in questi ultimi anni, indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda: è un processo che oggi implica un’evoluzione in chiave manageriale dell’azienda, con nuovi e più efficienti modelli organizzativi: le imprese si rendono conto che la gestione del Rischio è indispensabile e non può essere limitata alle coperture assicurative. Ciononostante i criteri in base ai quali le aziende ricorrono allo strumento assicurativo rappresenta tuttora un grande equivoco e spesso un errore di fondo.

La scelta assicurativa infatti  dovrebbe rappresentare l’ultimo step di un più ampio processo di Risk Management che va svolto internamente.

 

D.ssa Raffaella Sella

PM Risk Manager

Alpha Network S.r.l.

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